Borgo di Mandonico

Borgo di Mandonico

 

DORIO
Regione: Lombardia
Superficie: 12,68 km²
Popolazione: 346 istat 2001
                     (337 istat 2011)
Densità: 26,40 ab./km²
Altitudine: 210 m s.l.m
Data intervento: 2011

CENNI STORICI
Il paese nasce più di cinquecento anni fa sulle orme di quello che oggi è divenuto il “sentiero del viandante”, un’antica mulattiera che collegava tutti i borghi situati nella sponda Est del Lago. Il contesto storico di Mandonico costituisce il nucleo originario dell’abitato di Dorio, e fu costruito e organizzato a questa quota, alto sul lago, per fuggire ad incursioni, saccheggi e calamità belliche nei secoli passati. A partire dal XVIII secolo, con l’alternarsi di queste minacce e con una economia che si sviluppava e si basava sempre di più alla pesca, e più avanti con le nuove vie di comunicazione sviluppate sulla riva del Lago, seppur distanti poche centinaia di metri dall’antico nucleo di Mandonico, lo escludono di fatto dalla modernità, e gli abitanti si sono via via trasferiti più in basso, a ridosso del lago fino al totale spopolamento (l’ultima famiglia stanziale lascia Mandonico nel 1920) e declino. Ma i legami, non solo affettivi con il vecchio nucleo permangono, e sono tuttora visibili nei segni delle attività agricole come gli orti a ridosso delle abitazioni.

STRATEGIA PROGETTO
Nel 2011 il comune di Dorio presenta il bando del concorso pubblico di Riqualificazione e recupero del centro storico di Mandonico, i vincitori del progetto sono i giovani architetti Alfredo Borghi, Vittorino Belpoliti, Giovanni Mecozzi. D’accordo con il settore tecnico del comune il concorso era solo un concorso per IDEE, quindi il progetto non è stato realizzato e non ci sono prospettive per la sua realizzazione, il centro storico di Mandonico continua il suo abbandono.L’idea di progetto era di suddividere l’intorno dell’area di attuazione in tre ambiti temporali: Ieri, Oggi e domani, che a sua volta corrispondono anche a ambiti territoriali. L’ambito di IERI, lento, caratterizzato da un sapiente equilibrio tra l’attività umana e la natura, identificato dalla presenza dell’antica mulattiera come principale via di comunicazione. L’ambito di OGGI, rapido, caratterizzato da reti infrastrutturali veloci, quali la ferrovia e la strada carrabile lungo-lago, causa e ragione dello sviluppo turistico e della densificazione dei centri urbani sulle rive del Lago. Ed il terzo, come modello di sviluppo, quello del DOMANI, identificato da una complementarietà d’intenti tra i due ambiti attualmente esistenti, attraverso una lettura critica di ciò che ciascuno di essi può apportare per uno sviluppo futuro consapevole. La proposta d’intervento aveva l’intento di salvaguardare e valorizzare quelle caratteristiche uniche che il borgo tutt’oggi è capace di preservare: l’orografia dell’intorno, il sapiente legame tra l’architettura e il paesaggio esistente, la vegetazione e i colori armoniosi e peculiari del territorio del Lago, sono elementi imprescindibili. Allo stesso tempo l’ipotesi di un migliore legame con Dorio avrebbe permesso quel ragionevole flusso antropico necessario alla conservazione del patrimonio. La nuova destinazione d’uso invece avrebbe garantito un carico di utilizzo tale da evitarne l’abbandono. L’albergo diffuso era stato la soluzione più adeguata e funzionalmente sicura, capace di garantire procedimenti di micro-perequazione tra pubblico e privato, sia in fase realizzativa che in fase gestionale, anche pensando ai diversi flussi turistici nelle diverse stagioni dell’anno. La proposta progettuale prevedeva la suddivisione in due macro aree di intervento: la prima conservativa, votata alla protezione, al recupero e alla valorizzazione di elementi quali l’edificato esistente, i percorsi e i sentieri, i muri di contenimento dei terrazzamenti, le aree coltivate e le aree boschive naturali; la seconda inerente alla nuova infrastruttura, un’innovativa concezione di percorso che, districandosi tra gli elementi naturali rurali, consentirà l’accesso al borgo ad un’ampia fascia d’utenza. Il risultato ottenuto è stato un percorso di nuova concezione che permettesse una totale accessibilità al borgo di Mandonico. Aumentandone la lunghezza se ne diminuisce la pendenza. Un percorso dal carattere contemporaneo ma inserito nell’ambiente attraverso l’utilizzo di materiali naturali, che agevolmente si districa tra i muri in pietra dei terrazzamenti e la folta macchia boschiva; un sentiero che conduce in un luogo, il borgo di Mandonico, ma che diventa esso stesso luogo, permettendo al visitatore di fruire dell’offerta naturale del Lago, degli innumerevoli scorci che vi si aprono, di sedersi, riposare, respirare e riprendere il cammino. La struttura era pensata con materiali leggeri come l’acciaio cor-ten, in modo da sostenere una pavimentazione in legno, materiale totalmente naturale, caldo, gradevole in tutte le stagioni dell’anno e di grande duttilità e facilità di manutenzione che nel suo svolgimento si deforma creando peculiari elementi di arredo urbano (sedute, segnaletica informativa, etc.,) sempre in continuità ed armonia con l’intorno.La strutura dell’albergo diffuso avrebbe inoltre consentito il riutilizzo dei corpi svincolati tra loro, all’interno di una strategia di fruizione unitaria.

INTERVENTO DI RECUPERO     1 Int.recupero Tot
PARTECIPAZIONE     2 partecipaz
CONTINUITA’ ARCHITETTONICA    1 Recupero PARZI
DEMOGRAFIA    4 demografia DECRESCITA
AFFLUENZA TURISTICA     12 turismo Ness
PRESENZA DI STRANIERI     10 stranieri Ness
ETA’ MEDIA        11 etàmedia Bas
ACCESSIBILITA’      4 accessi Scarsi
AUTOSUFFICIENZA ECONOMICA       6 autosuff Ness

Riferimenti:
http://www.alfredoborghi.com/mandonico/
http://www.comune.dorio.lc.it/home.jhtml
http://europaconcorsi.com/projects/