Labro

Labro

 

Regione: Lazio
Superficie: 11,42 km²
Popolazione: 352 istat 2001
                     (344 istat 2012)
Densità: 32,40 ab./km²
Altitudine: 628 m s.l.m
Data intervento: 1968

CENNI STORICI
Labro, in provincia di Rieti, si adagia, con la sua forma a ventaglio, su un colle che si affaccia sulla valle del Fuscello e sul lago di Piediluco mentre alle spalle è dominato dalla catena del Terminillo. Incerta è l’origine del nome del paese: per alcuni deriverebbe dal latino”aper, aprum” cinghiale mentre per altri il nome Labro sarebbe una derivazione di “lavabrum” che in latino vuol significare “vasca, bacino”: questo anche per la prossimità al paese del lago di Piediluco, sul cui bordo il paese sarebbe venuto anticamente a trovarsi. Dal Decimo secolo dell’era moderna si hanno già notizie precise sulla contrada e sul castello di Labro, fatto costruire dai Nobili a somiglianza della Rocca di Spoleto; e dal 956 inizia la storia feudale del paese. Il periodo medioevale non fu certo un’epoca tranquilla per Labro: anzi, proprio per le lotte svolte in quel periodo, il paese si fece la fama di centro battagliero; innumerevoli furono le guerre che Labro combatté contro i castelli vicini. La struttura portante del paese, si apre seguendo il corso del sole, l’abitato degrada dalla sommità del colle per fasce ben delimitate. La prima, più antica, è quella del castello e della torre, fortemente orientata verso est; quindi si incontra la fascia dei palazzi nobiliari, cui segue la fascia delle case della gente comune. Questi tre percorsi principali, uniti fra loro da percorsi secondari, scavati nella roccia, sono la spiegazione della genesi storico – sociale di Labro: il percorso più basso serve una fascia di abitazioni perlopiù unifamiliari, di artigiani o contadini. Il percorso intermedio comprende palazzi di tipo signorile. Il percorso più alto, che funziona anche come via di accesso al castello, è edificato sulla porzione più elevata del colle. Questa fisionomia, disegnata dalla esigenze del tempo, è passata indenne attraverso la storia, per arrivare intatta ai giorni nostri.

STRATEGIA PROGETTUALE
Labro è stato il primo borgo del Lazio ad essere stato integralmente sottoposto a un restauro di tipo conservativo. Alla fine degli anni ’60, il paese antico, quasi completamente spopolato a causa della scarsa agibilità, fu scoperto dall’architetto belga Van Mossevelde che intraprese un’ardita opera di recupero urbanistico: e cosi in quegli stessi anni in cui i nuclei storici di molte città e i paesi d’Italia venivano orrendamente scempiati da ammodernamenti, a Labro invece l’utilizzo di materiali e, soprattutto, di forme originali riusci a riottenere l’autentica atmosfera della rocca medioevale e renderla di nuovo viva. Lo spirito dell’opera di recupero di Labro non fu accademico, cioè volto a una filologica ricomposizione museale dei manufatti urbani, ma attraverso la ricostruzione di un autentico spazio virtuale, case nuovamente da abitare e vie nuovamente da camminare in sintonia con l’antico. Grazie a finanziamenti esteri, al consenso e alla volontà politica del Comune di Labro e grazie al sapiente ed amorevole recupero seguito dall’architetto Van Mossevelde, oggi il borgo continua a risplendere per la sua unicità, uniformità e omogeneità architettonica.

INTERVENTO DI RECUPERO     1 Int.recupero Tot
PARTECIPAZIONE     2 partecipaz
CONTINUITA’ ARCHITETTONICA    Print
DEMOGRAFIA    4 demografia DECRESCITA
AFFLUENZA TURISTICA      12 turismo Alto
PRESENZA DI STRANIERI     10 stranieri Basso
ETA’ MEDIA        11 etàmedia Med
ACCESSIBILITA’      4 accessi
AUTOSUFFICIENZA ECONOMICA      6 autosuff

Riferimenti:
http://www.labro.gov.it/webmaster/old_web/welcome.HTM
http://www.albergodiffusocrispolti.com/italiano/il-borgo