Borgata di Paraloup

Borgata di Paraloup

 

Regione: Piemonte
Superficie:  —
Popolazione:  istat 2001
Densità:  —
Altitudine: 1360 m s.l.m.

Data intervento: 2006-2013

CENNI STORICI
Questa borgata, la più alta del comune di Rittana, in Piemonte, si chiama Paraloup “difesa dai lupi”, secondo la trdizione popolare locale. Tra l’autunno del 1943 e il 1944 è stata la sede della prima banda partigiana di “Giustizia e Libertà”. Vi militarono in qualità di comandanti, fra gli altri, Duccio Galimberti, Dante Livio Bianco e, più tardi, Nuto Revelli e con loro, 149 giovani e giovanissimi. Uomini che avevano deciso di fare la guerra ai tedeschi, di contribuire con le armi in pugno alla liberazione dell’Italia dal fascismo.

STRATEGIA PROGETTUALE
Il ritorno di Paraloup è iniziato nell’aprile del 2006, quando Teo De Luigi, dopo una proiezione al castello di Verduno del suo film documentario su Duccio Galimerti, ha lanciato un’idea: recuperare la borgata. Cosi è scattato il progetto di recupero da parte della Fondazione Nuto Revelli e l’associazione “Mai Tardi, condiviso nei dettagli con la popolazione del Comune di Rittana. «Paraloup è una borgata abbandonata da decenni: la scommessa è farvi ritornare la vita e anche la produzione» (Marco Revelli)
La Fondazione Nuto Revelli ha voluto fare di Paraloup il luogo di una doppia memoria: quella della guerra partigiana e quella della vita contadina che si svolgeva qui prima dell’abbandono. Sono state ricostruite le case della borgata con un progetto architettonico innovativo, armonicamente inserito nel paesaggio per mantenere la memoria del luogo ed allo stesso tempo sostenere un recupero eco-sostenibile in modo Paraloup potesse diventare centro di documentazione ma anche “avamposto” per tornare a vivere in montagna. Ogni intervento di ripristino è stato realizzato in modo tale che fosse distinguibile dalla parte originale delle costruzioni, per non consentire una lettura falsa dell’opera, creando un dialogo fra antico e nuovo nell’aderenza al contesto. Gli architetti hanno poi voluto perseguire la logica della reversibilità, ciò significa che ogni intervento di restauro potrà essere rimosso nell’eventualità che in futuro ciò si dimostri doveroso in accordo alle nuove sensibilità critiche e alle teorie di restauro. Attraverso l’operazione di “costruire nel costruito”, le tracce e le piante delle baite sono state consolidate e rispettate, anche attraverso l’uso del legno, per un’integrazione onesta e complementare ad un’architettura di pietra e alle sue rovine. Paraloup è tornata a vivere perché resa nuovamente abitabile e animata da iniziative di incontro come il Festival dei luoghi abbandonati del 2011.

INTERVENTO DI RECUPERO     1 Int.recupero Tot
PARTECIPAZIONE     2 partecipaz
CONTINUITA’ ARCHITETTONICA    1 Recupero PARZI
DEMOGRAFIA     4 demografia Ness
AFFLUENZA TURISTICA     12 turismo Ness
PRESENZA DI STRANIERI     10 stranieri Ness
ETA’ MEDIA       11 etàmedia Bas
ACCESSIBILITA’     4 accessi Scarsi
AUTOSUFFICIENZA ECONOMICA      6 autosuff Ness

Riferimenti:
http://www.paraloup.it/
http://retedelritorno.it/daparaloupsivedeilmondo/